Visual Tagging

Martedì 24 Ottobre 2006

L’ultima novità in ambito di mobile commerce. Uno ShotCode è una piccola immagine, letta e interpretata da un programmino installato sui telefoni cellulari (connessi) che rimanda ad un link in rete.
La Coca Cola Messico l’ha stampato su 40 milioni di bottigle per attivare un concorso, ma gli usi possibili sono infiniti. Queste immagini sono stampabili su qualsiasi supporto (anche sulla pelle) e per rimandare a qualsiasi indirizzo: dai biblietti da visita per rimandare al proprio blog, ai totem nei supermercati per indirizzare l’utente al proprio corporate site. I cellulari, poi, sono in grado di riconoscere l’immagine anche attraverso il video, permettondo l’applicazione di shotcode anche in supporto digitale.
Un’altra piccola rivoluzione è alle porte!

>> Add-on >>
Ecco i nostri visual tag:
SmartLab - ShotCode

[ www.shotcode.com ]

SmartLab - Semacode

[ www.semacode.com ]

La redazione di Reuters sarà anche su Second Life

Mercoledì 18 Ottobre 2006

Da domani Secon Life, il famoso mmorpg 3D che ad oggi raccoglie quasi un milione di giocatori attivi, si arricchirà di un ulteriore particolarità. Dopo CNet, Sun, Toyota e Sony BMG anche la Reuters aprirà una propria estensione nel mondo creato dal Linden Lab.

La redazione virtuale della Reuters pubblicherà testi, foto e video dal mondo esterno per i membri di Second Life e al tempo stesso notizie da Second Life per i lettori del mondo reale che visiteranno l’indirizzo http://secondlife.reuters.com.

Ad occuparsi di questo lavoro sarà Adam Pasick, un corrispondente specializzato in media di Reuters, che lavora a Londra.

Second Life così come altri mmorpg di successo, sta diventando un luogo molto rilevante dal punto di vista finanziario. Per comprendere l’entità delle trasazioni effettuate basta pensare che all’interno di Seond Life vengono spesi circa 350mila dollari al giorno, circa 13 milioni di dollari all’anno, tanto da far nascere delle vere e proprie banche virtuali in cui depositare denaro a cui saranno applicati degli interessi attivi esattamente come nelle banche reali.
Il successo di questi “giochi” è così grande che una commissione del congresso americano sta valutando la seria possibilità di iniziare a tassare tutte le transizioni virtuali che molto spesso, come fa notare Giuseppe Granieri a proposito di World of Warcraft, sfociano nella vita vera incidendo sempre più sulla economia reale.

BarCamp a Torino

Giovedì 12 Ottobre 2006

BarCamp

E’ in fase di organizzazione, dopo la positiva esperienza milanese, il BarCamp di Torino.
La data è il 2 dicembre, il luogo è l’Hiroshima Mon Amour (vicino a Stazione Lingotto)
Il BarCamp è un Social Event innovativo in cui tutti sono spetattori e “relatori”. Tutti possono partecipare e durante l’evento sarà possibile connettersi wi-fi con i propri device mobili.
Il paradigma è quello della partecipazione attiva anche per gli eventi, al di fuori del classico metodo “frontale” relatore vs spettatori.

Informazioni qui > Barcamp Torino

Maiom

Mercoledì 4 Ottobre 2006

La giornata di studio sul Web 2.0, svolta in un luogo splendido della cintura torinese (Castello di Rivoli), ha raccolto le testimonianze di alcune delle realtà italiane web 2.0. Una tra le più interessanti su questo fronte è MAIOM, un’applicazione che dà una ventata tecnologica al “vecchio” real estate.
Il sito integra le mappe di Google, i video di Youtube, e le agenzie immobiliari. Siamo in fase di sperimentazione ma la prospettiva è di coinvolgere più operatori e allargare il bacino di utenza: il tutto in salsa web 2.0.
Le possibilità di sopperire ad un bisogno primario come la ricerca della casa, con il web 2.0 si allargano e si fanno più dinamiche.

DuePuntoZero

Venerdì 29 Settembre 2006

DuePuntoZero
CSP partecipa il 3 ottobre al Castello di Rivoli (Torino) a DuePuntoZero, giornata di conferenze riservata ai soci di Top-IX e dedicata al web 2.0.
SmartLab presenterà la sperimentazione dell’urban blog di SanPaolo.

I videogiochi sposano il web 2.0

Lunedì 18 Settembre 2006

Da qualche tempo il nostro laboratorio si occupa di un progetto che si propone di indagare le dinamiche di collaborazione generate spontaneamente all’interno dei MMORPG, utilizzando in particolare il notissimo WOW.
A questo proposito giunge dalla rete una segnalazione molto interessante: è nato Xna Game Studio Express: un software firmato Microsoft che sposa i concetti di community, reti sociali e “user generated content”. Servendosi di conoscenze minime, l’ utente può creare videogiochi e pubblicarli, esattamente comeYoutube fa con i video, con l’unica differenza che viene generato intorno al software un nuovo modello di business. Gli utenti pagano 99 $ all’anno per utilizzare il prodotto Microsoft, e da parte sua la multinazionale vende i videogiochi pubblicati (dividendo così i proventi con i creatori) attraverso il servizio online Xbox Live, dal quale i giocatori Xbox potranno scaricare i videogiochi a pagamento utilizzando la stessa console. Chiaramente gli obiettivi di Microsoft puntano molto in alto, e le parole dell’analista J. Belcher lo dimostrano: “I giochi creati dagli utenti faranno il salto verso il mercato di massa”

Citizendium: partecipazione guidata

Lunedì 18 Settembre 2006

E’ appena nato, non è ancora pienamente operativo, ma gli utenti della Rete hanno già sentito i suoi primi vagiti: è Citizendium, un progetto sperimentale che dovrebbe portare alla creazione di un nuovo “compendio del sapere” basato su wiki.

Il punto di partenza, inutile dirlo, è rappresentato dall’esperienza di Wikipedia, di cui Larry Sanger, ideatore del progetto Citizendium, è stato cofondatore. In un primo momento, anzi, Citizendium non farà che acquisire tutti gli articoli di Wikipedia, evolvendo poi in modo indipendente con le prime modifiche e con i contributi originali degli utenti.

Ma, a differenza dell’ormai celebre enciclopedia collaborativa, la ricetta di Citizendium mescolerà alla partecipazione del pubblico una guida discreta esercitata da esperti, che, nell’idea di Sanger, riusciranno ad imporsi come tali grazie alla propria padronanza linguistica e scientifica, oltre che tramite la pubblicazione del proprio curriculum.
Inoltre, gli aspiranti enciclopedisti avranno l’obbligo di rendere pubblica la propria identità: l’obiettivo dichiarato è quello di creare un ambiente virtuale basato sulla fiducia e sul riconoscimento delle competenze culturali, capace di supportare la stesura di articoli più accurati e corretti.
Ma il rovescio della medaglia potrebbe essere rappresentato dal rischio di una comunità chiusa, che parla con una sola voce.

Qui un articolo di approfondimento.

Un wiki-articolo sul fenomeno Wikipedia

Martedì 29 Agosto 2006

La voglia di sperimentare di Wired non si esaurisce mai. La “bibbia dei tecnofili” ha appena inaugurato sul suo sito una nuova iniziativa, che sperimenta sul campo pregi e difetti della collaborazione online applicata al giornalismo.

Wired, infatti, ha presentato il suo primo articolo-wiki: un tradizionale articolo di un migliaio di parole, scritto da Ryan Singel, aperto agli interventi dei lettori che - improvvisandosi editor - possono modificarlo, aggiungere link, riorganizzarlo e proporre titoli e abstract.

Curiosamente, ma non casualmente, l’articolo parla proprio di wiki.

L’esperimento si svolge sotto la supervisione dell’autore stesso, che risponde ai lettori attravero un’apposita pagina dei commenti.

L’idea di Wired è sperimentare una nuova forma di giornalismo che vede da un lato il tradizionale schema fatto da una committenza e un autore e dall’altra la collaborazione attiva dei lettori, che possono contribuire attivamente, migliorando l’attività editoriale tradizionale.

Si tratta sicuramente di una mediazione tra il modello giornalistico tradizionale, cioè quello con un ruolo autoriale unico e contenuti immutabili dopo l’editing pre-pubblicazione, e il modello di wikipedia, in cui gli autori sono molteplici e si susseguono nel tempo e il contenuto è fluido e in costante mutazione.

Google Apps

Lunedì 28 Agosto 2006

Ce lo aspettavamo:

https://www.google.com/a/

Google tira le somme di un bel po’ di esperimenti e acquisizioni per comporre la sua prima suite di prodotto destinati alle aziende. Naturalmente si tratta di un pacchetto web based. In questa prima versione, gratuita, sono presenti la webmail, il calendario, googleTalk (Instant Messenger) e il Google Page Creator (un editor di pagine web). Non è proprio tutto quello che serve per una intranet però ci siamo quasi…

Per il momento potrebbero essere molto attratte le piccole e medie imprese. Spesso i fondi per i programmi di questo tipo non sono molti, così come manca il tempo di installare e configurare applicazioni simili. In questo caso si punta la collegamento con altri software in uso da parte degli utenti: posta elettronica e instant messenger su tutti. E’ probabile che una prossima versione premium (immaginiamo che sarà a pagamento) integrerà anche Google Desktop (lo strumento per fare ricerche sul proprio hard disk) e il motore di ricerca classico. Ma, del resto, guardando il Google Lab sono più d’una le direzioni in cui questo pacchetto può estendersi.

Ma, in tutto questo, la privacy? Un’impresa può fidarsi? Quali sono le garanzie?

Inside Web 2.0

Lunedì 28 Agosto 2006

Nel mese di agosto 2006 si è conclusa la prima parte della ricerca Inside Web 2.0 (committente: CSI piemonte).
Si tratta di un primo rapporto sullo stato dell’arte dei Social Media in Italia e all’Estero.
A breve, nell’area download, un abstract del documento.